Novembre 2023

Riflessioni sul ruolo dei volontari di Accanto

Nel testo che segue, esponiamo il pensiero di Franco Dell’Olio, Consigliere di Accanto, che offre spunti di riflessione interessanti sul ruolo dei volontari nella nostra associazione.

 

Premessa
Nel 2016 la FCP ha proposto in un apposito depliant uno schema in 5 punti in cui viene dato un quadro descrittivo del ruolo dei volontari. Ritengo utile riproporlo qui di seguito:

  1. I volontari portano la loro presenza.
    Questo avviene in un contesto in cui “esserci” è rivoluzionario; i volontari sono presenti laddove lo spettro della sofferenza, della perdita di autonomia, della prospettiva della morte produce invece rischio di solitudine e isolamento.
  2. I volontari consentono momenti di normalità.
    La presenza dei volontari a fianco della persona malata favorisce la condivisione di attività legate al quotidiano, consente la proposta di iniziative a carattere ricreativo, promuove il mantenimento degli interessi personali, offre una relazione non necessariamente legata alle problematiche e alle preoccupazioni connesse alla malattia.
  3. I volontari sono facilitatori del mondo relazionale del malato.
    In situazioni di profonda solitudine i volontari offrono un’importante occasione di relazione e di vicinanza. Tuttavia, anche quando le persone malate hanno una famiglia, amici e conoscenti, può accadere che essi siano fortemente in difficoltà, a causa della sofferenza globale che la malattia porta nelle relazioni affettive, e fatichino a mantenere un rapporto capace di dare soddisfazione e risposta ai bisogni di relazione, vicinanza, accudimento. Un volontariato preparato non si sostituisce ma aiuta la famiglia a svolgere un ruolo fondamentale.
  4. I volontari offrono supporto e condivisione emotiva in relazione alla malattia inguaribile.
    Un volontariato preparato sa stare nella conversazione anche quando questa riguarda la malattia, la morte, la sofferenza, la preoccupazione per il futuro del malato o dei famigliari. Pur consapevole di non avere soluzioni né risposte, può dare un importantissimo contributo attraverso l’ascolto, l’accoglienza e la partecipazione emotiva alla storia di persone a cui ha liberamente scelto di dedicare del tempo.
  5. I volontari svolgono un ruolo sociale.
    Il volontario, insieme alla sua Associazione, rappresenta una componente della comunità capace di portare il mondo esterno nei luoghi di cura superando le barriere fisiche legate all’allettamento o, comunque, alla ridotta mobilità. Allo stesso modo l’Associazione, tramite i suoi volontari, può trasferire informazioni, sensibilità, valori come la gratuità maturati con l’esperienza, contribuendo a far crescere comunità locali solidali, capaci di esprimere vicinanza ed inclusione anche alle persone malate.

Si tratta di concetti-base che, a mio avviso, ancor oggi costituiscono dei punti-guida fondamentali per riflettere sul presente e sul futuro delle cure palliative (CP).
Partendo da questi 5 punti intendo soffermarmi brevemente su due aspetti:

  • cosa rende peculiare il volontariato nelle CP
  • verso quale direzione procedere per consolidare e sviluppare le importanti funzioni svolte dai volontari della nostra associazione

Un volontariato pesante, difficile … solo per pochi?
E’ probabile che ad ogni volontario capiti di sentire amici, parenti, colleghi che definiscono l’attività di volontariato nelle CP con aggettivi simili a quelli che ho messo in corsivo. Di solito vengono aggiunte lodi sperticate verso i volontari, a cui si attribuiscono doti speciali, ritenute appannaggio di poche persone. Si può capire: è un modo come un altro per prendere distanza (“vai avanti tu …”).

E’ pur vero che la solitudine, la sofferenza e l’angoscia promanano dal morente e, spesso, avvolgono tutto ciò che ruota attorno al suo letto: le persone e lo stesso ambiente fisico, sia che si tratti della camera di degenza in hospice che dell’abitazione; persino la telefonata in sede di un parente che chiede informazioni porta un carico di dolore ben percepibile. Il volontario, nonostante l’abitudine di anni, ne viene inevitabilmente colpito. La pesantezza è legata anche all’intrecciarsi delle conversazioni ed al compito, a volte davvero complesso, di dare risposte appropriate e nel contempo mantenersi “leggeri”, per riuscire a dare un po’ di tregua e conforto.

Se il volontario aiuta, dev’essere a sua volta sostenuto. Sappiamo che a livello individuale il singolo volontario può fare riferimento al coordinatore e, se occorre, al personale sanitario (medico, psicologo). Sono però convinto che la forma di sostegno fondamentale, che riguarda tutti i volontari, sia legata alla dimensione del noi, che si concretizza in due momenti: (1) durante l’attività, il potersi percepire parte di un gruppo impegnato ed efficace; (2) durante gli incontri di supervisione il poter rielaborare con/nel gruppo incertezze, dubbi e criticità, ridefinendo i problemi in modo che divengano patrimonio comune, esperienza arricchente.


Gruppo propositivo

Occorre che tutta l’organizzazione interna di Accanto faccia in modo che ciascuna delle sue componenti abbia modo di mettersi agevolmente in comunicazione con le altre. Riguardo al gruppo volontari, è importante che mantenga il suo calendario di incontri per la rielaborazione dell’esperienza, assumendo altresì il ruolo di “segnalatore” di problemi, necessità, proposte di miglioramento e sviluppo. Ad esempio, credo sia auspicabile che il gruppo assuma il compito di esprimere proposte per la formazione continua e l’aggiornamento, superando consuetudini alla delega, che può produrre risposte parziali o poco pertinenti. Perché si arrivi a questo è però necessario che gruppo-volontari, operatori e direttivo, pur nella diversità di ruoli e responsabilità, sviluppino una maggior attitudine allo scambio ed al confronto costruttivo.


Volontari come testimoni privilegiati

Vorrei infine ri-considerare il punto 5 “I volontari svolgono un ruolo sociale”. Sappiamo che ogni associazione operante nell’ambito delle CP è chiamata a realizzare a livello territoriale iniziative di informazione e sensibilizzazione legate al diritto di tutti i cittadini di fruire gratuitamente delle CP nella fase del fine-vita. Diritto ancor oggi poco conosciuto, considerato, condiviso ed assunto. Accanto ha realizzato negli scorsi anni alcune iniziative in tal senso, con una interruzione forzata dovuta all’epidemia Covid-19. A partire dal prossimo anno Accanto riprenderà anche questo tipo di attività.

Il punto 5 sopra riportato, però, ci ricorda che il “ruolo sociale” non si esplicita solo mediante incontri pubblici appositamente strutturati: i volontari di fatto, in diversi ambiti e momenti della vita quotidiana, svolgono informalmente una funzione di diffusori di “informazioni, sensibilità, valori”. Proprio in quanto “testimoni privilegiati” (perché possiedono esperienza e competenza nel campo delle CP) possono contribuire “a far crescere comunità locali solidali, capaci di esprimere vicinanza ed inclusione anche alle persone malate”. Si tratta di fare in modo che ciascuno di noi arrivi a svolgere con consapevolezza questa importante funzione. Si tratta di un percorso non solo individuale ma anche e soprattutto associativo. In generale, occorre far sì che i compiti e le sfide dell’associazione vengano assunti come propri da tutte le componenti di Accanto.

Novembre 2023
Franco Dell’Olio
Consigliere di Accanto