Marzo 2024

L'elaborazione del lutto:
riflessioni a cura della Dott.ssa Elisa Rava

“Quando mi è stato chiesto di scrivere queste righe in merito all’elaborazione del lutto, sono andata a ripensare a come è nato il mio interesse professionale per questo argomento.

Ormai diversi anni fa, ben prima di iniziare la mia collaborazione con Accanto, ho conosciuto e seguito il Dott. Cazzaniga, psicoterapeuta familiare di Milano, che lavorava da anni con il lutto. Mi chiedevo cosa si potesse fare, da un punto di vista terapeutico, con il dolore di una morte, mi sembrava un evento naturale, che accadeva a tutti prima o poi, credevo che sarebbe bastato far passare un po’ di
tempo.

Quando seguivo le sedute di terapia o gli incontri di gruppo, cercavo dentro di me parole che potessero lenire o addirittura risolvere un tale dolore, una tale sensazione di solitudine e smarrimento.
Sono passati anni da questi pensieri e pian piano mi sono resa conto che le persone in lutto hanno bisogno di raccontare, magari di piangere ciò che provano, anche a distanza dall’evento luttuoso, non hanno bisogno di sentirsi consolati, di sentirsi dire che “andrà tutto bene” o che “devono pensare alle cose belle che hanno ancora nella loro vita”… questi sono passaggi che arrivano, successivamente, con la consapevolezza che piano piano prende spazio nella mente e nel cuore di chi soffre.

Hanno bisogno di sentire che non sono gli unici a soffrire, che alcune sensazioni e pensieri, anche i più terribili come quello di pensare al suicidio, possono essere condivisi e si può scoprire che anche qualcun altro l’ha pensato.

Hanno bisogno di avere accanto qualcuno che non si spaventi davanti al dolore e alla rabbia, ma rimane, accoglie, ascolta e condivide, e quando serve richiama alla realtà.
Spontaneamente tramite il racconto e l’ascolto reciproco, collegano i vari aspetti della propria vita e, lentamente, anche la morte di una persona che hanno molto amato trova una collocazione, diventa parte della loro storia e della loro persona.

Vedo persone che tornano a sorridere, a ridere, a occuparsi degli altri a fare piccoli progetti futuri. Il dolore non se ne va mai via, ma cambia continuamente diventando a un certo punto una malinconia o una nostalgia. Avere uno o più interlocutori che mi ascoltano mi fa da specchio, mi fa rendere conto di come sto anche attraverso le parole degli altri.

Oggi quindi credo fermamente nella funzione di sostegno e di elaborazione che il gruppo e i colloqui mirati possano offrire a chi è in lutto, permettendo a chi soffre di non chiudersi nel proprio dolore”.

Dott.ssa Elisa Rava