Luglio 2026

In quale luogo si muore in Italia? Alcuni dati

Abbiamo deciso di dedicare questo numero della newsletter di Accanto all’Hospice. Qui in questo articolo proviamo a riportare alcuni dati di base che raccontano come l’Hospice sia un luogo dove pochissime persone hanno la possibilità di morire.

Dove muoiono le persone in Italia? In quel luogo? Cominciamo a osservare alcuni dati in merito.

Le percentuali possono variare leggermente da un anno all’altro, ma i dati italiani più recenti disponibili ci mostrano una distribuzione abbastanza stabile. Indicativamente, in Italia i decessi avvengono nei seguenti luoghi e secondo queste percentuali:

  • Presso l’abitazione, il 43-47%
  • In Ospedale, il 40-44%
  • In RSA, presso una casa di riposo l’8-12%
  • In Hospice il 2-4%
  • In altri luoghi (spazi pubblici, ecc.) l’1-2%

Se prendiamo come esempio un anno “tipico” dopo la fase più acuta della pandemia (ad esempio 2022-2023), una stima rappresentativa potrebbe essere: in casa il 45%; in Ospedale il 42%, presso una RSA il 10%, in Hospice: 3%.

  • Vogliamo affiancare questi dati ad alcune considerazioni.
  • Le persone con tumori in fase avanzata hanno una probabilità maggiore di morire in hospice o a casa, grazie alle cure palliative.
  • Le persone molto anziane e non autosufficienti muoiono più frequentemente in RSA.
  • Molti decessi improvvisi o dovuti a malattie acute avvengono ancora in ospedale.

Durante il 2020-2021, gli anni della pandemia di COVID-19, la distribuzione è cambiata sensibilmente, con un aumento dei decessi in ospedale e nelle RSA.

Nel complesso, oggi circa una persona su due muore a casa, quattro su dieci in ospedale, una su dieci in RSA e circa una su trenta in Hospice. Queste percentuali sono coerenti con le analisi basate sui dati di mortalità e sugli studi epidemiologici italiani.

Riportiamo qui le  fonti principali di questi dati rimandando il lettore a possibili approfondimenti.
ISTAT – Cause di morte, anno 2021, che riporta anche la distribuzione dei decessi per luogo (abitazione, istituto di cura, struttura residenziale, hospice,
ecc.) e confronta i dati con gli anni precedenti.

ISTAT – Cause di morte, anno 2020, che analizza come la pandemia abbia modificato il luogo del decesso e definisce le categorie utilizzate.

Alcuni studi scientifici basati sul database ISTAT, ad esempio un’analisi pubblicata nel 2024 sull’andamento del luogo di morte dei pazienti oncologici tra il 2015 e il 2019.

A commento di questi dati desideriamo riportare alcune osservazioni:
L’offerta di servizi influenza in parte il luogo del decesso, ma questo non risulta essere l’unico fattore. Contano anche l’età della popolazione, la diffusione delle cure domiciliari, la cultura sanitaria e l’organizzazione della rete di cure palliative.

La Lombardia, però, non si discosta in modo marcato dalla media nazionale. La quota di decessi a casa è simile o leggermente più alta della media nazionale:

  • la quota in ospedale è simile o leggermente più bassa;
  • la quota in RSA è leggermente più alta, perché la Lombardia ha una delle reti di RSA più sviluppate d’Italia;
  • la quota in hospice è anch’essa un po’ più elevata della media, grazie a una rete di cure palliative particolarmente estesa.

Un dato interessante è che la Lombardia è stata una delle prime regioni italiane a investire in cure palliative domiciliari e in Hospice.
Questo ha favorito, soprattutto per i malati oncologici e per alcune patologie croniche avanzate, la possibilità di morire nel luogo preferito dal paziente (spesso il domicilio) anziché in ospedale.