Marzo 2026
Il valore delle Cure Palliative nel Sistema Sanitario Regionale: risultati, sfide e prospettive
di Gisella Introzzi
Questo il titolo del Convegno che la Commissione Sanità del Consiglio Regionale ha tenuto il 12 marzo, organizzato in stretta collaborazione con la Federazione Cure Palliative, la Società Italiana di Cure Palliative e Uneba.
Un’importante occasione di confronto, resa possibile dalla costante e incalzante sollecitazione che il Coordinamento lombardo della nostra Federazione esercita nelle relazioni con il sistema regionale in tutte le sue articolazioni, politiche ed operative.
Lombardia all’avanguardia: alcuni dati
Con grande soddisfazione Regione ha illustrato risultati che evidenziano una posizione all’avanguardia nel contesto nazionale, derivante anche dalla consolidata presenza del volontariato, dall’azione illuminata e antesignana svolta da molti soggetti, attivi già prima della legge istitutiva delle Cure Palliative (legge 38/2010).
Con orgoglio (che facciamo nostro) la Presidente della Commissione Sanità ha voluto far riferimento alle Cure Palliative come “pilastro di cultura e dignità del sistema sanitario lombardo”.
L’Assessore Bertolaso ha esposto i numeri che danno conto della realtà delle Cure Palliative in Lombardia: 74 Hospice con 848 posti letto (di cui solo 6 pediatrici!), 120 strutture erogatrici di Cure palliative domiciliari, 34 posti in Day Hospice presenti in 21 sedi. Dal 2019 una crescita del 53% degli investimenti, che hanno raggiunto i 158 milioni di euro, passando da 28 mila ad oltre 42 mila persone assistite.
Un traguardo certamente importante, che fa della Lombardia la regione di riferimento su scala nazionale. Traguardo che non deve farci trascurare la necessità di ulteriore miglioramento, per far fronte ad un bisogno sicuramente crescente. Avendo consapevolezza della necessità di intercettare in anticipo i bisogni di un’ampia fascia della popolazione, di fare investimenti importanti nell’ambito della Telemedicina e della Teleconsulenza e di affrontare il tema delle Cure Palliative Pediatriche.
Le sfide che ci aspettano
Sfide e prospettive sono state approfondite nelle relazioni delle organizzazioni impegnate nel mondo delle Cure Palliative, avendo consapevolezza che solo 1 persona su 3 riceve le CP alle quali ha diritto (1 su 4 se bambino).
Trasformazioni demografiche e sociali, aumento della durata media di vita, denatalità, nuclei familiari unipersonali (1 famiglia su 3 è composta da una sola persona), rendono evidente che non basta curare la malattia ma occorre sempre di più impegnarsi ad accompagnare le persone in percorsi che durano molto di più (con conseguenze sui costi della sanità).
Per intervenire con maggiore tempestività occorre estendere l’area delle Cure Simultanee, avvicinando la conoscenza e l’utilizzo delle Cure Palliative parallelamente alle Cure Attive. Occorre estendere la copertura delle CP oltre l’area dei malati oncologici che continuano a rappresentare i due terzi del totale degli assistiti. Occorre concentrare attenzione ed enfasi sul miglioramento della qualità e dignità di vita più ancora che sulla mera sopravvivenza. Non aver timore di affrontare il tema della morte, rimosso da una cieca fiducia nelle capacità infinite della medicina, diffondere la conoscenza delle DAT (Disposizioni Anticipate di Trattamento).
Rafforzare il legame tra terzo settore e pubblica amministrazione
Un aiuto importante può venire dal rafforzamento del rapporto fra Terzo Settore e Pubblica Amministrazione, nell’ottica dell’Amministrazione Condivisa, per ottimizzare e dare valore, in una logica di sussidiarietà ed in un contesto di scarsità di risorse, all’azione convergente di soggetti impegnati nel perseguimento dell’interesse collettivo
Luca Moroni, Coordinatore lombardo della Federazione CP, ha colto questa occasione per sottolineare il contributo che oggi l’esperienza maturata dalle CP offre per la programmazione di un sistema sanitario in grado di essere economicamente sostenibile e nello stesso tempo dare risposta a bisogni sempre più diffusi.
Le persone muoiono in età sempre più avanzata, affetti da malattie croniche e negli ultimi 12-15 mesi di vita hanno sempre più intensi bisogni di cura e frequenza di ricoveri. Ciò genera sofferenza, disagi e solitudine sul piano individuale e, nel contempo, costi elevati e crescenti per il sistema sanitario, a discapito anche dei trattamenti per gli acuti. Occorrono soluzioni per una migliore integrazione fra i servizi e coordinamento per rispondere a bisogni sanitari, sociali, educativi. Soluzioni che mettano al centro le persone.
Servono quindi più risorse (rivedendo anche le tariffe riconosciute ai soggetti erogatori da mantenere in linea con la dinamica dei costi), servono più figure professionali, serve il riconoscimento del contributo delle associazioni di volontariato, serve soprattutto un costante e aperto dialogo fra tutti i soggetti coinvolti perché integrazione e collaborazione sono la sola risposta per affrontare problemi complessi e in costante espansione. Organismi internazionali indicano che entro il 2060 il bisogno di CP raddoppierà.
Tante riflessioni, tanti spunti che richiamano anche il valore dell’azione che ACCANTO sviluppa attraverso i nostri volontari e con l’azione delle nostre equipe di cure domiciliari che battono a tappeto il territorio da Como all’Alto Lago e nelle valli delle due sponde del lago.
Abbiamo ancora tanti spazi da coprire per far conoscere le Cure Palliative e il nostro lavoro. Tante iniziative da promuovere. Questo deve continuare ad essere il nostro impegno, l’impegno di tutti i nostri associati.