Febbraio 2025

Il Fine Vita visto da una dimensione etica e clinica: una riflessione

di Gianluigi Rossi

Una riflessione diretta e personale di Gianluigi Rossi, Medico palliativista – Responsabile sanitario per l’assistenza domiciliare a conclusione del ciclo di incontri “Per una Cultura del fine Vita” che ha visto interventi di Mons. Paglia ed il Prof. Garattini.

A seguito di questi due incontri e a partire da questa duplice esperienza mi è sembrato importante pensare ad un confronto tra i diversi punti di vista emersi: le somiglianze, le diversità i punti di vista culturali che sono emersi a partire dagli interventi di queste due personalità che occupano un ruolo di spicco nel contesto culturale italiano su queste tematiche. Così pure desidero registrare e riflettere quella che mi è sembrata essere la risposta della cittadinanza a questi due eventi.

La prima osservazione è relativa a questo tema: la risposta della cittadinanza.

Sicuramente ha avuto più impatto la dimensione clinica. Sala strapiena, maggior coinvolgimento dei presenti, si respirava una soddisfazione ed un interesse diffuso.

Questo ha suscitato in me una certa delusione. Evocando il desiderio di invitare ciascuno di noi a “guardarsi dentro”, a guardarci dentro!. A pensare e capire che questo tema coinvolge personalmente ciascuno di noi non solo per una questione clinica e sanitaria ma anche per la dimensione etica o spirituale che è connessa. Ma, credo, guardare le cose da questo punto di vista sembra essere talvolta troppo faticoso, molto spesso doloroso. Sembra che la prima risposta sia quella di evitare la questione o comunque di lasciarla in un angolo ed andare avanti….

Le due personalità intervenute.

Due “arzilli otto/novantenni” ancora molto attivi, direi esuberanti e simpatici che mi hanno fatto pensare che davvero “la nostra vita va vissuta e vissuta fino in fondo” un pensiero evocato anche grazie alla testimonianza che hanno saputo portare con la loro presenza, la loro disponibilità e serenità.

Mons. Paglia mi ha colpito particolarmente per il riferimento al concetto di autodeterminazione, per l’estrema apertura sulla visione della vita e l’idea più volte sottolineata che ciascuno di noi ha diritto a vivere la propria vita nella massima libertà come ritiene più opportuno.

Il Prof. Garattini ha dimostrato ancora una volta la sua competenza e la sua obiettività scientifica nell’esporre la sua visione della vita, perchè la vita e la sua qualità sono connesse al tema del fine vita. Mi sembra che il suo pensiero abbia sottolineato come sarebbe un errore pensare alla qualità della vita e al fine vita come a due argomento non connessi.

Vita e fine vita

Intendo riprendere quanto appena accennato qui sopra.  Alla domanda “cos’è il fine vita” posta dai giornalisti del Corriere della Sera che hanno moderato le due serate, Elisabetta Soglio a Mons. Paglia, e Giangiacomo Schiavi a il prof. Garattini, entrambi gli interlocutori hanno fornito una risposta simile, mostrando ai miei occhi la profondità della loro visione.

Potrei dire che nello specifico nessuno ha risposto, o meglio la risposta è stata questa: il fine vita inizia del momento in cui siamo nati…

Al sentire queste risposte in un primo momento ho provato un po’ di delusione, solo riflettendo e ascoltando tutta la loro conversazione ho percepito il senso profondo di questa affermazione, che può essere presa in considerazione dal punto di vista di entrambi.

Il Fine Vita è vivere tutta la nostra esistenza, da un punto di vista etico. Senza chiuderci nell’isolamento, senza aderire all’individualismo imperante ma avendo una visione comunitaria e accogliente verso gli altri. Mons. Paglia ha disquisito a lungo sulla parola “accanto”. Accanto all’altro, accanto alle persone fragili … (questo è vivere bene il Fine Vita).

Da un punto di vista clinico il prof. Garattini ci ha dimostrato che vivere bene il Fine Vita significa vivere bene la vita, adottare un certo “stile di vita”, e questo dipende da ciascuno di noi, uno stile che ci permetta un’esistenza bio-psico-sociale serena e sana.

Questo mi sembra essere il filo che tiene bene insieme le due serate: tutte e due le serate si sono sviluppate intorno a questa visione della nostra vita.

Ne sono rimasto molto soddisfatto ed arricchito: penso siano stati due incontri preziosi per tutto il territorio e mi auguro che ve ne possano essere altri.

Grazie quindi all’Associazione Accanto.

Gianluigi Rossi